Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Cristo Redentore

Baccio da Montelupo, Cristo Redentore - Christ the Redeemer
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura in terracotta
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
Luogo di collocazione
Sala 19
Inventario
PV 00957
Materia e tecnica
Terracotta/ pittura
Autore
Sinibaldi Bartolomeo detto Baccio da Montelupo (1469-1535)
Datazione
1494-1495 ca.
Dimensioni
cm 27
Provenienza
Carlo Angeli (1919)

Descrizione breve

Il busto in terracotta policroma raffigurante il Cristo Redentore è giunto al Museo di Palazzo Venezia nel 1919 come dono del fiorentino Carlo Angeli, e con una attribuzione a Matteo Civitali (1436-1501). Fu invece Santangelo (1954) a proporne la pertinenza all'ambito dell'opera di Baccio da Montelupo soprattutto per le affinità somatiche con il Cristo in pietà di Segromigno in Monte e il San Sebastiano ligneo della badia di San Godenzo a Dicomano; in virtù della somiglianza con quest'ultima scultura realizzata intorno al 1506 era stata dunque proposta una cronologia posteriore a quella data. Il nome di Baccio è stato riconfermato di recente anche da Turner che, nella sua tesi di dottorato (1997), ha inserito l'opera in esame tra quelle attribuibili allo scultore, suggerendo tuttavia di anticiparne l'esecuzione ai primi anni Novanta del Quattrocento. La prima scultura a lui ascritta con certezza per via documentaria è il Compianto sul Cristo morto in terracotta per la cappella del Sepolcro di Cristo in San Domenico a Bologna; del gruppo originario, ora al Museo della basilica, si conservano soltanto la testa di San Giuseppe di Arimatea, e le figure della Vergine, di Santa Maria Maddalena e di un'altra pia donna, forse da identificare in Santa Marta. Secondo Turner sono queste le opere che maggiormente si avvicinano in termini di stile al nostro busto. In particolare il Cristo presenta le stesse sopracciglia arcuate e il naso prominente del San Giuseppe di Arimatea, mentre il disporsi morbido e lineare delle ciocche di capelli si conforma in generale a quello delle tre figure femminili del Compianto.

Cristiano Giometti 

Bibliografia

F. Hermanin, Il Palazzo di Venezia, Roma 1948, p. 275; A. Santangelo (a cura di), Museo di Palazzo Venezia. Catalogo delle sculture, Roma 1954, p. 68; D. Franklin, Rosso in Italy. The Italian Career of Rosso Fiorentino, New Haven and London 1994, p. 17; J.D. Turner, The Sculpture of Baccio da Montelupo, PhD dissertation, Brown University, p. 176-178
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pagina creata il 15/01/2009, ultima modifica 15/11/2010