Studio di cavallo
- Appartenenza oggetto
- Proprio
- Categoria
- Scultura in terracotta
- Città
- Roma
- Luogo di conservazione
- Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
- Luogo di collocazione
- Sala 21
- Inventario
- PV 13421
- Materia e tecnica
- Terracotta
- Autore
- Bernini Gian Lorenzo (1598-1680)
- Datazione
- 1669
- Dimensioni
- cm 21.5x15
- Provenienza
- Collezione Gorga (1948)
- Copyright immagine
- SSPSAE e per il Polo Museale della città di Roma
Descrizione breve
Il bozzetto in terracotta chiara è concepito come una sorta di rilievo raffigurante il segmento posteriore del corpo di un cavallo colto nell'atto di drizzarsi; l'andamento tondeggiante e ben definito dei bordi fa pensare all'intenzionale volontà di eseguire una sezione della composizione piuttosto che al risultato di una spaccatura dovuta alla cottura o ad una accidentale caduta. Sulla superficie dell'opera si notano alcune fratture molto accentuate che presentano una direzione prevalentemente verticale nella parte inferiore e orizzontale nella metà superiore, forse perché il modellato è stato eseguito giuntando due porzioni di impasto, una per il corpo del cavallo e una per il fondo. La terracotta è stata pubblicata per la prima volta nel 1991 da Barberini che proponeva di identificarla come studio per il cavallo dello sfortunato monumento equestre di Luigi XIV eseguito da Bernini tra il 1669 e il 1673 e destinato alla reggia di Versailles. Nel 1997, Marder tornava sull'argomento associando viceversa l'opera alla statua di Costantino portata a termine dal maestro nel 1668 e sistemata, nel gennaio dell'anno successivo, sulla parete destra del vano d'accesso della Scala Regia in Vaticano. La commissione era iniziata nel 1654 per volontà di Innocenzo X con l'intento di collocare la scultura a ridosso del primo pilastro di San Pietro a fronteggiare il monumento di Matilde di Canossa. Poco tempo dopo, con la scomparsa di papa Pamphilj (1655), i lavori si interruppero mentre la statua era poco più che abbozzata. Fu Alessandro VII che, nel 1662, decise di dare nuovo impulso all'iniziativa, optando tuttavia per un sostanziale mutamento di sede: non più l'interno della basilica vaticana ma la Scala Regia, con la possibilità di ammirare l'opera anche dal nartece. Dunque il bozzetto potrebbe essere stato realizzato in questa seconda fase del cantiere per studiare la nuova posizione del cavallo, ora addossato alla parete mossa da un monumentale drappo di stucco, e quindi concepito come una sorta di bassorilievo.
Cristiano Giometti